ore 11 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
PRELUDI. COLLANA DI ARCHITETTURA
a cura delle edizioni Cratèra con il curatore Alberto Calderoni
incontri - architettura
Lo spazio di una soglia, il momento in cui il pensiero architettonico prende forma senza stabilizzarsi, quando le ipotesi acquisiscono densità e iniziano a orientare il progetto. È la dimensione in cui teoria e pratica si confrontano, producendo aperture, deviazioni e tentativi che preparano il terreno a nuove configurazioni. Una serie di inizi che mettono in tensione principî e caratteri dell’architettura, la loro capacità di costruire senso, forma e mondo. Posture critiche che affidano all’esplicitazione del processo di indagine il compito di disegnare prospettive e rendere visibile ciò che ancora non ha piena definizione.
Cratèra è una realtà editoriale di base a Napoli che aspira a diventare un’eruzione magmatica di progetti creativi e culturali. Nasce da un’accurata indagine del panorama editoriale legato al campo dell’architettura, del design e della fotografia, con un’attenzione particolare al settore scientifico-accademico. Da questa analisi ne consegue una visione chiara: la necessità di fondare un’impresa in grado di offrire servizi editoriali e prodotti di alta qualità grafica, con contenuti qualificati e selezionati, ma soprattutto capace di seguire e, in alcuni casi, di anticipare la ricerca prima che si configuri nella sua forma finale.
PRELUDI. COLLANA DI ARCHITETTURA
a cura delle edizioni Cratèra con il curatore Alberto Calderoni
incontri - architettura
Lo spazio di una soglia, il momento in cui il pensiero architettonico prende forma senza stabilizzarsi, quando le ipotesi acquisiscono densità e iniziano a orientare il progetto. È la dimensione in cui teoria e pratica si confrontano, producendo aperture, deviazioni e tentativi che preparano il terreno a nuove configurazioni. Una serie di inizi che mettono in tensione principî e caratteri dell’architettura, la loro capacità di costruire senso, forma e mondo. Posture critiche che affidano all’esplicitazione del processo di indagine il compito di disegnare prospettive e rendere visibile ciò che ancora non ha piena definizione.
Cratèra è una realtà editoriale di base a Napoli che aspira a diventare un’eruzione magmatica di progetti creativi e culturali. Nasce da un’accurata indagine del panorama editoriale legato al campo dell’architettura, del design e della fotografia, con un’attenzione particolare al settore scientifico-accademico. Da questa analisi ne consegue una visione chiara: la necessità di fondare un’impresa in grado di offrire servizi editoriali e prodotti di alta qualità grafica, con contenuti qualificati e selezionati, ma soprattutto capace di seguire e, in alcuni casi, di anticipare la ricerca prima che si configuri nella sua forma finale.
Ore 12 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
COLTIVARE CONNESSIONI: EDUCAZIONE AFFETIIVA E RELAZIONALE
a cura di Gerardo Rotella (psicologo e psicoterapeuta), Franco Palladino, educatore socio-pedagogico
Coltivare connessioni è un laboratorio che si rivolge a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 13 anni con l'obiettivo di stimolare maggiore consapevolezza emotiva, migliore capacità di ascolto e riconoscimento reciproco, rafforzamento delle connessioni all’interno del gruppo. Uno psicologo e un educatore metteranno a disposizione un approccio esperienziale e gruppale, basato su attività non verbali e momenti di condivisione guidata, senza modalità didattiche frontali.
Durata: un'ora e mezza circa
COLTIVARE CONNESSIONI: EDUCAZIONE AFFETIIVA E RELAZIONALE
a cura di Gerardo Rotella (psicologo e psicoterapeuta), Franco Palladino, educatore socio-pedagogico
Coltivare connessioni è un laboratorio che si rivolge a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 13 anni con l'obiettivo di stimolare maggiore consapevolezza emotiva, migliore capacità di ascolto e riconoscimento reciproco, rafforzamento delle connessioni all’interno del gruppo. Uno psicologo e un educatore metteranno a disposizione un approccio esperienziale e gruppale, basato su attività non verbali e momenti di condivisione guidata, senza modalità didattiche frontali.
Durata: un'ora e mezza circa
PRANZO a cura del ristorante Al 53
Ore 14 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
LAVORO EDITORIALE FREELANCE NELLA CITTÀ GENTRIFICATA:
Se il problema è collettivo, la soluzione è organizzarsi
con Redacta
incontri
ll lavoro editoriale si concentra nelle grandi città, e le grandi città si fanno sempre più costose e inospitali, mentre i compensi delle lavoratrici rimangono uguali, o peggio, si riducono. Nel frattempo, le redazioni sono ormai completamente esternalizzate e diventa sempre più difficile fare rete e confrontarsi.
Come impatta questa situazione sulla qualità di vita delle persone freelance? Tra la necessità di trovare uno spazio dove lavorare, far quadrare i conti, pagare affitti più cari di anno in anno, la città mostruosa e gentrificata rende ancora più complicato quello che viene raccontato come un privilegio: lavorare oggi in editoria. Redacta vuole rompere l’isolamento e creare coscienza collettiva tra i lavoratori e le lavoratrici, per riuscire non solo a sopravvivere, ma a vivere bene, nella città che abitiamo.
Redacta è un sindacato di lavoratrici e lavoratori dell'editoria che da quattro anni porta avanti un lavoro di inchiesta e rappresentanza nell'editoria libraria.
LAVORO EDITORIALE FREELANCE NELLA CITTÀ GENTRIFICATA:
Se il problema è collettivo, la soluzione è organizzarsi
con Redacta
incontri
ll lavoro editoriale si concentra nelle grandi città, e le grandi città si fanno sempre più costose e inospitali, mentre i compensi delle lavoratrici rimangono uguali, o peggio, si riducono. Nel frattempo, le redazioni sono ormai completamente esternalizzate e diventa sempre più difficile fare rete e confrontarsi.
Come impatta questa situazione sulla qualità di vita delle persone freelance? Tra la necessità di trovare uno spazio dove lavorare, far quadrare i conti, pagare affitti più cari di anno in anno, la città mostruosa e gentrificata rende ancora più complicato quello che viene raccontato come un privilegio: lavorare oggi in editoria. Redacta vuole rompere l’isolamento e creare coscienza collettiva tra i lavoratori e le lavoratrici, per riuscire non solo a sopravvivere, ma a vivere bene, nella città che abitiamo.
Redacta è un sindacato di lavoratrici e lavoratori dell'editoria che da quattro anni porta avanti un lavoro di inchiesta e rappresentanza nell'editoria libraria.
Ore 16 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
TROPPO LIBERA. L'ARTE, L'AMORE, LA LOTTA DI CAMILLE CLAUDEL
di Assia Petricelli e Sergio Riccardi (Tunué)
con l'autrice, l'autore e Claudia Grieco
incontri - fumetti
Nella Parigi vibrante della Belle Époque, Camille Claudel osa dove nessuna ha osato prima: impugna lo scalpello, modella il marmo, sfida l’arte e la società. Giovane scultrice geniale in un mondo che considera la scultura troppo dura, troppo maschile, Camille è allieva e poi amante del celebre Auguste Rodin. Ma la passione, come l’ambizione, ha un prezzo. Troppo libera per essere accettata, troppo moderna per essere capita, finirà rinchiusa in manicomio, una scelta imposta più dalla sua famiglia che dalla malattia.
La sua è una vita di luci e ombre, di estasi creativa e solitudine. Un’esistenza votata all’arte e consumata dall’incomprensione. Per trent’anni rimarrà reclusa, dimenticata dalla famiglia e ignorata da un mondo che non era pronto ad ascoltarla. Il suo riconoscimento arriverà solo decenni dopo, quando ormai è troppo tardi.
Assia Petriccelli è nata e vive a Napoli. Ha realizzato documentari storici, prodotti editoriali e audiovisivi didattici in collaborazione con Rai, Ministero dei beni e delle attività culturali e altri soggetti pubblici e privati, occupandosi in particolare di storia contemporanea, arte e archeologia, questioni di genere. Ha scritto sceneggiature di fumetti per Il Manifesto, Animals, Jacobin. Cattive ragazze, il suo primo graphic novel, disegnato da Sergio Riccardi, ha vinto il Premio Andersen nel 2014.
Sergio Riccardi, nato a Napoli nel 1981, dopo esperienze come scenografo per il cinema e la televisione, si dedica al fumetto, all’illustrazione e all’animazione. Oltre a Cattive ragazze, ha illustrato inoltre Salvo e le mafie, scritto da Riccardo Guido, che ha vinto il Premio Siani 2014 nella sezione “fumetto”. Insegna Tecniche di Animazione Digitale presso lo Ied Roma, lo Iudav e altre istituzioni.
Claudia Grieco è collaboratrice e redattrice per Lo Spazio Bianco, rivista online dedicata all'approfondimento critico del mondo dei fumetti e delle arti visive.
TROPPO LIBERA. L'ARTE, L'AMORE, LA LOTTA DI CAMILLE CLAUDEL
di Assia Petricelli e Sergio Riccardi (Tunué)
con l'autrice, l'autore e Claudia Grieco
incontri - fumetti
Nella Parigi vibrante della Belle Époque, Camille Claudel osa dove nessuna ha osato prima: impugna lo scalpello, modella il marmo, sfida l’arte e la società. Giovane scultrice geniale in un mondo che considera la scultura troppo dura, troppo maschile, Camille è allieva e poi amante del celebre Auguste Rodin. Ma la passione, come l’ambizione, ha un prezzo. Troppo libera per essere accettata, troppo moderna per essere capita, finirà rinchiusa in manicomio, una scelta imposta più dalla sua famiglia che dalla malattia.
La sua è una vita di luci e ombre, di estasi creativa e solitudine. Un’esistenza votata all’arte e consumata dall’incomprensione. Per trent’anni rimarrà reclusa, dimenticata dalla famiglia e ignorata da un mondo che non era pronto ad ascoltarla. Il suo riconoscimento arriverà solo decenni dopo, quando ormai è troppo tardi.
Assia Petriccelli è nata e vive a Napoli. Ha realizzato documentari storici, prodotti editoriali e audiovisivi didattici in collaborazione con Rai, Ministero dei beni e delle attività culturali e altri soggetti pubblici e privati, occupandosi in particolare di storia contemporanea, arte e archeologia, questioni di genere. Ha scritto sceneggiature di fumetti per Il Manifesto, Animals, Jacobin. Cattive ragazze, il suo primo graphic novel, disegnato da Sergio Riccardi, ha vinto il Premio Andersen nel 2014.
Sergio Riccardi, nato a Napoli nel 1981, dopo esperienze come scenografo per il cinema e la televisione, si dedica al fumetto, all’illustrazione e all’animazione. Oltre a Cattive ragazze, ha illustrato inoltre Salvo e le mafie, scritto da Riccardo Guido, che ha vinto il Premio Siani 2014 nella sezione “fumetto”. Insegna Tecniche di Animazione Digitale presso lo Ied Roma, lo Iudav e altre istituzioni.
Claudia Grieco è collaboratrice e redattrice per Lo Spazio Bianco, rivista online dedicata all'approfondimento critico del mondo dei fumetti e delle arti visive.
Ore 16 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
CORI DI CARTA: TRE RIVISTE A CONFRONTO
Roberto Boccaccino (Plasma), Elena Rucli (Robida), redazione di Blob,
dialogano con Cristina Visconti e Ludovica Battista
incontri - riviste - design&architettura
Cori di Carta propone un incontro tra tre riviste indipendenti - Blob, Plasma e Robida - che sperimentano la carta - lenta, tattile, ostinata - come spazio di ricerca editoriale e pratica collettiva al confine tra le discipline. Un dialogo tra formati, immaginari e territori per interrogare il ruolo della pubblicazione come dispositivo critico contemporaneo.
L'incontro esplora la rivista come una voce plurale, come luogo per pensare in coro, stare insieme per abitare lo spazio tra una parola e un'immagine, tra una trasmissione radio e una pagina stampata, tra un viaggio nel futuro e forze terraformanti, o nel margine del margine di un paese di venticinque abitanti.
Plasma è un giornale sulla fine del mondo che esce a cadenza stagionale. Propone su carta una selezione di contenuti pensati e pubblicati generalmente sul web e sulle piattaforme, cercando di vedere l’effetto che fa.
Blob — è archivio in rivolta, fluido che fagocita e rielabora, mostro nel senso più etimologico: ciò che si mostra per la prima volta, senza nome ancora. Non definisce, non ordina: mappa, accosta, contamina. Apre spazio a immagini in cerca di superficie e concetti in cerca di corpo.
Robida è un collettivo che opera all'incrocio tra parola scritta e parola parlata – con Robida Magazine e Radio Robida – e pratiche spaziali sviluppate in relazione al paese di Topolò/Topolove, dove il collettivo ha sede.
CORI DI CARTA: TRE RIVISTE A CONFRONTO
Roberto Boccaccino (Plasma), Elena Rucli (Robida), redazione di Blob,
dialogano con Cristina Visconti e Ludovica Battista
incontri - riviste - design&architettura
Cori di Carta propone un incontro tra tre riviste indipendenti - Blob, Plasma e Robida - che sperimentano la carta - lenta, tattile, ostinata - come spazio di ricerca editoriale e pratica collettiva al confine tra le discipline. Un dialogo tra formati, immaginari e territori per interrogare il ruolo della pubblicazione come dispositivo critico contemporaneo.
L'incontro esplora la rivista come una voce plurale, come luogo per pensare in coro, stare insieme per abitare lo spazio tra una parola e un'immagine, tra una trasmissione radio e una pagina stampata, tra un viaggio nel futuro e forze terraformanti, o nel margine del margine di un paese di venticinque abitanti.
Plasma è un giornale sulla fine del mondo che esce a cadenza stagionale. Propone su carta una selezione di contenuti pensati e pubblicati generalmente sul web e sulle piattaforme, cercando di vedere l’effetto che fa.
Blob — è archivio in rivolta, fluido che fagocita e rielabora, mostro nel senso più etimologico: ciò che si mostra per la prima volta, senza nome ancora. Non definisce, non ordina: mappa, accosta, contamina. Apre spazio a immagini in cerca di superficie e concetti in cerca di corpo.
Robida è un collettivo che opera all'incrocio tra parola scritta e parola parlata – con Robida Magazine e Radio Robida – e pratiche spaziali sviluppate in relazione al paese di Topolò/Topolove, dove il collettivo ha sede.
Ore 16 Zero81
SENZA RABBIA NON VALE NULLA
di Holdenaccio (Bao)
con l'autore, Carla Panico e unx attivista di Bagnoli
incontri - fumetti
Holdenaccio racconta la sua Taranto, per raccontare in realtà la difficoltà di tutta una generazione nel trovare una collocazione in un mondo che non si è nemmeno preso la briga di fare delle promesse che poi tanto non manterrà. Anto torna in città dopo anni passati a Torino, non per inseguire un sogno, ma semplicemente il miraggio di una vita dignitosa, e quando torna scopre che gli stessi interessi economici che hanno tenuto per decenni in scacco la città stanno cercando di cementificare un’area in cui risiedono alcuni tra i suoi migliori ricordi di infanzia. Anto fatica a comunicare in modo significativo con il padre, un uomo che per il lavoro ha dato gli anni migliori della propria vita, rinunciando alle proprie aspirazioni, senza mai vedersi ricompensato con il rispetto e la stabilità in cui sperava. Come possa quell’uomo piegarsi ancora alle esigenze di un complesso industriale la cui ricchezza si basa sul lavoro degli operai, ma che non riconosce loro nessun reale valore, è qualcosa che Anto non riesce a capire. Eppure forse è proprio in quella frattura di incomunicabilità generazionale che si nasconde la chiave per trovare alleati, per dare forza alla lotta, per far sentire la propria voce.
Antonio Rossetti, noto ai più come Holdenaccio, è un fumettista e illustratore tarantino classe ’90. Dopo non essersi mai laureato, si trasferisce a Torino dove lavora come grafico e illustratore per le sorpresine degli ovetti Kinder. Ha lavorato con La Stampa, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, La Guarimba International Film Festival e collabora tutt’oggi con Il Corriere della Sera alla rubrica Futura.
Membro fondatore del collettivo Sbucciaginocchi e dell’etichetta indipendente Melanzine autoproduzioni, vive e lavora accompagnato dalla costante ossessione per le melanzane.
SENZA RABBIA NON VALE NULLA
di Holdenaccio (Bao)
con l'autore, Carla Panico e unx attivista di Bagnoli
incontri - fumetti
Holdenaccio racconta la sua Taranto, per raccontare in realtà la difficoltà di tutta una generazione nel trovare una collocazione in un mondo che non si è nemmeno preso la briga di fare delle promesse che poi tanto non manterrà. Anto torna in città dopo anni passati a Torino, non per inseguire un sogno, ma semplicemente il miraggio di una vita dignitosa, e quando torna scopre che gli stessi interessi economici che hanno tenuto per decenni in scacco la città stanno cercando di cementificare un’area in cui risiedono alcuni tra i suoi migliori ricordi di infanzia. Anto fatica a comunicare in modo significativo con il padre, un uomo che per il lavoro ha dato gli anni migliori della propria vita, rinunciando alle proprie aspirazioni, senza mai vedersi ricompensato con il rispetto e la stabilità in cui sperava. Come possa quell’uomo piegarsi ancora alle esigenze di un complesso industriale la cui ricchezza si basa sul lavoro degli operai, ma che non riconosce loro nessun reale valore, è qualcosa che Anto non riesce a capire. Eppure forse è proprio in quella frattura di incomunicabilità generazionale che si nasconde la chiave per trovare alleati, per dare forza alla lotta, per far sentire la propria voce.
Antonio Rossetti, noto ai più come Holdenaccio, è un fumettista e illustratore tarantino classe ’90. Dopo non essersi mai laureato, si trasferisce a Torino dove lavora come grafico e illustratore per le sorpresine degli ovetti Kinder. Ha lavorato con La Stampa, Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, La Guarimba International Film Festival e collabora tutt’oggi con Il Corriere della Sera alla rubrica Futura.
Membro fondatore del collettivo Sbucciaginocchi e dell’etichetta indipendente Melanzine autoproduzioni, vive e lavora accompagnato dalla costante ossessione per le melanzane.
Ore 17.30 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
NOVANTA
di Valerio Mattioli (Einaudi)
con l'autore e Gennaro Ascione
incontri
Gli anni Novanta italiani, oltre la sonnolenta cappa della superficie catodica, sono stati un irripetibile laboratorio di linguaggi, politiche e immaginari radicali. Un'esplosione di rabbia, gioia e brama di futuro arrivata in un momento in cui il conflitto sembrava essere sparito dall'orizzonte esistenziale. Queste pagine riportano alla luce una scena entusiasmante e troppo presto dimenticata, tra centri sociali, concerti rap, rave parties, cultura cyber e attitudine punk, restituendone tutta la carica rivoluzionaria.
Valerio Mattioli è editor per NERO. Ha scritto Superonda (Baldini & Castoldi 2016), Remoria (minimum fax 2019) ed Exmachina (minimum fax 2022).
Gennaro Ascione (Napoli, 1978) è autore di A sud di nessun sud (Odoya, 2009), Science and the Decolonization of Social Theory (Palgrave, 2016) e Concept Formation in Global Studies (Rowman and Littlefield, 2024), Napoli balla (Tamu, 2025).
NOVANTA
di Valerio Mattioli (Einaudi)
con l'autore e Gennaro Ascione
incontri
Gli anni Novanta italiani, oltre la sonnolenta cappa della superficie catodica, sono stati un irripetibile laboratorio di linguaggi, politiche e immaginari radicali. Un'esplosione di rabbia, gioia e brama di futuro arrivata in un momento in cui il conflitto sembrava essere sparito dall'orizzonte esistenziale. Queste pagine riportano alla luce una scena entusiasmante e troppo presto dimenticata, tra centri sociali, concerti rap, rave parties, cultura cyber e attitudine punk, restituendone tutta la carica rivoluzionaria.
Valerio Mattioli è editor per NERO. Ha scritto Superonda (Baldini & Castoldi 2016), Remoria (minimum fax 2019) ed Exmachina (minimum fax 2022).
Gennaro Ascione (Napoli, 1978) è autore di A sud di nessun sud (Odoya, 2009), Science and the Decolonization of Social Theory (Palgrave, 2016) e Concept Formation in Global Studies (Rowman and Littlefield, 2024), Napoli balla (Tamu, 2025).
Ore 19 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
OCCHI FORESTA
di Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez (Capovolte)
con l'autrice e Marie Moïse
incontri - narrativa
Dopo dieci anni in Italia con la madre, Lilibell torna in Perù, dove ritrova nonna Adela e la sua voglia di raccontare. La voce della nonna si fa guida e tramite per la nipote, giovane donna migrante con un’identità in elaborazione, per addentrarsi nelle storie delle Ande e della foresta Amazzonica. Tra ricordi della bambina che parlava con i duendes, le creature magiche della cordigliera andina, i dolori mai sopiti della vita adulta e la forza di ribellarsi a una storia matrimoniale fatta di violenza e sopraffazione, Adela restituisce un passato di colori e desiderio. E Lilibell si fa huaquera, scavando nel tempo come nonno Octavio faceva nella terra degli antenati, alla ricerca di manufatti preispanici. Unendo genealogie familiari e realismo magico, tra l’importanza delle relazioni di sorellanza e la potenza della memoria viva delle Ande, Occhi foresta non è solo un racconto intimo, ma un lento dissotterrare la bellezza che dorme e sogna in noi.
Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, nata nelle Ande settentrionali del Perù a quattro anni si trasferisce a Lima e a otto raggiunge la madre in Italia. Si laurea in Antropologia culturale all’Università degli Studi di Torino con una tesi dal titolo Le vite nascoste dei huacos nelle Ande peruviane, nella quale indaga il rapporto tra manufatti preispanici e rito, museo e archeotraffico. Nel 2020 partecipa al concorso letterario Lingua Madre e vince il primo premio con il racconto Mille e una luna. Attualmente insegna e scrive esplorando le geografie rituali, familiari e ancestrali che ha attraversato e che la attraversano.
Marie Moïse si occupa di razzismo e colonialismo da una prospettiva femminista decoloniale, conducendo progetti di ricerca, divulgazione culturale e workshop. È co-autrice di “Future. Il domani narrato delle voci di oggi” a cura di Igiaba Scego (effequ 2019) e di diversi articoli per testate giornalistiche come Internazionale e l’Essenziale. Traduttrice, ha curato tra gli altri, l’edizione italiana di “Da che parte stiamo. La classe conta” di bell hooks (Tamu 2022), “Memorie della piantagione. Episodi di razzismo quotidiano” di Grada Kilomba (Capovolte 2021) e “Donne, razza e classe” di Angela Davis (Alegre 2018).
OCCHI FORESTA
di Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez (Capovolte)
con l'autrice e Marie Moïse
incontri - narrativa
Dopo dieci anni in Italia con la madre, Lilibell torna in Perù, dove ritrova nonna Adela e la sua voglia di raccontare. La voce della nonna si fa guida e tramite per la nipote, giovane donna migrante con un’identità in elaborazione, per addentrarsi nelle storie delle Ande e della foresta Amazzonica. Tra ricordi della bambina che parlava con i duendes, le creature magiche della cordigliera andina, i dolori mai sopiti della vita adulta e la forza di ribellarsi a una storia matrimoniale fatta di violenza e sopraffazione, Adela restituisce un passato di colori e desiderio. E Lilibell si fa huaquera, scavando nel tempo come nonno Octavio faceva nella terra degli antenati, alla ricerca di manufatti preispanici. Unendo genealogie familiari e realismo magico, tra l’importanza delle relazioni di sorellanza e la potenza della memoria viva delle Ande, Occhi foresta non è solo un racconto intimo, ma un lento dissotterrare la bellezza che dorme e sogna in noi.
Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, nata nelle Ande settentrionali del Perù a quattro anni si trasferisce a Lima e a otto raggiunge la madre in Italia. Si laurea in Antropologia culturale all’Università degli Studi di Torino con una tesi dal titolo Le vite nascoste dei huacos nelle Ande peruviane, nella quale indaga il rapporto tra manufatti preispanici e rito, museo e archeotraffico. Nel 2020 partecipa al concorso letterario Lingua Madre e vince il primo premio con il racconto Mille e una luna. Attualmente insegna e scrive esplorando le geografie rituali, familiari e ancestrali che ha attraversato e che la attraversano.
Marie Moïse si occupa di razzismo e colonialismo da una prospettiva femminista decoloniale, conducendo progetti di ricerca, divulgazione culturale e workshop. È co-autrice di “Future. Il domani narrato delle voci di oggi” a cura di Igiaba Scego (effequ 2019) e di diversi articoli per testate giornalistiche come Internazionale e l’Essenziale. Traduttrice, ha curato tra gli altri, l’edizione italiana di “Da che parte stiamo. La classe conta” di bell hooks (Tamu 2022), “Memorie della piantagione. Episodi di razzismo quotidiano” di Grada Kilomba (Capovolte 2021) e “Donne, razza e classe” di Angela Davis (Alegre 2018).
Ore 20.30 Zero81
COME NASCE LA FOBIA DEI MARANZA: (T)RAP E CRIMINALIZZAZIONE DELLE PERIFERIE
con Gabriel Seroussi, autore di La periferia vi guarda con odio (Agenzia X), Tommaso Sarti, autore di Pisciare sulla metropoli (DeriveApprodi) e Amir Issaa, rapper, scrittore e educatore
incontri
Due libri, due prospettive che indagano la fobia e la criminalizzazione verso i giovani italiani di seconda generazione, e il modo in cui questi si raccontano, si rappresentano, anche attraverso la musica trap, esplosa negli ultimi 10 anni in Italia, che spesso fa da collante tra chi può immedesimarsi, riconoscersi nelle singole esperienze di sradicamento e discriminazione, ma anche nel bisogno di parlare di sé a partire dalla propria voce.
La periferia vi guarda con odio di Gabriel Seroussi (Agenzia X)
Chi ha paura dei “maranza”? Cresciuti in periferia, figli della società multiculturale italiana, sono i protagonisti e i capri espiatori di un discorso pubblico sempre più securitario. Questi giovani rappresentano una sintesi ambivalente di disagio, alterità e rottura con un’idea di italianità che non regge più l’urto del presente. La periferia vi guarda con odio mostra come l’etichetta del “maranza” sia stata usata per proiettare paure e contraddizioni di una società in decadenza demografica e culturale. Sullo sfondo prende forma l’ascesa di una nuova leva di rapper provenienti da comunità razzializzate, simboli sonori e visivi di un cambiamento che parte dai quartieri e irrompe nelle classifiche, ridefinendo linguaggio, estetica e immaginario collettivo.
Cronaca e storia, analisi sociologica e memoir: fra queste coordinate il rap diventa il prisma attraverso cui osservare un mondo in evoluzione. Non soltanto un genere musicale, ma uno strumento di espressione, conflitto, autoaffermazione e riscatto.
Pisciare sulla metropoli di Tommaso Sarti (DeriveApprodi)
Possono musica e religione diventare una via d’uscita «esistenziale» da una condizione di disagio che vivono le seconde generazioni in Italia? Attraverso un lavoro di ricerca etnografico realizzato con trapper, rapper, attiviste, educatori, «teppisti» e l’analisi dei testi di artisti come Baby Gang, il libro prende in esame come la musica (t)rap, al pari dell’Islam reinterpretato dai giovani, possa essere uno strumento che permette di costruire identità collettive e pratiche di resistenza in contrasto con le classiche rappresentazioni e i processi di criminalizzazione degli arabo- e afro-discendenti. Criticando il discorso che dipinge i «maranza» come i «nuovi diavoli» del nostro tempo, il saggio spiega come i giovani e le giovani rivendichino la propria visibilità nello spazio pubblico, il proprio diritto a «restare barbari».
Gabriel Seroussi, giornalista, si occupa di musica rap, sottoculture giovanili e comunità marginalizzate. Ha collaborato con «Rivista Studio», «Rolling Stone», «Outpump», «Lucy. Sulla Cultura» e altre testate. Dirige il magazine indipendente «oltreoceano», dedicato alla cultura della comunità afroamericana.
Tommaso Sarti è dottore di ricerca in Scienze Sociali presso il dipartimento FISPPA dell’Università di Padova con un progetto sull’autorappresentazione dei giovani musulmani in Italia e sulla loro relazione con la cultura di strada e la musica (t)rap. Ha scritto vari contributi per «MUN Magazine», «Studi sulla Questione Criminale», «Antigone» e «Machina»
Amir Issaa è un rapper, scrittore ed educatore hip hop, tra le voci più autorevoli del panorama italiano. Nato a Roma da padre egiziano e madre italiana, è cresciuto a Tor Pignattara e si avvicina alla cultura hip hop nei primi anni Novanta. Attraverso la sua musica e i suoi libri, si è affermato come uno dei principali rappresentanti degli italiani di seconda generazione, contribuendo ad aprire un dibattito pubblico sui temi dell’identità, dell’appartenenza e della cittadinanza.
COME NASCE LA FOBIA DEI MARANZA: (T)RAP E CRIMINALIZZAZIONE DELLE PERIFERIE
con Gabriel Seroussi, autore di La periferia vi guarda con odio (Agenzia X), Tommaso Sarti, autore di Pisciare sulla metropoli (DeriveApprodi) e Amir Issaa, rapper, scrittore e educatore
incontri
Due libri, due prospettive che indagano la fobia e la criminalizzazione verso i giovani italiani di seconda generazione, e il modo in cui questi si raccontano, si rappresentano, anche attraverso la musica trap, esplosa negli ultimi 10 anni in Italia, che spesso fa da collante tra chi può immedesimarsi, riconoscersi nelle singole esperienze di sradicamento e discriminazione, ma anche nel bisogno di parlare di sé a partire dalla propria voce.
La periferia vi guarda con odio di Gabriel Seroussi (Agenzia X)
Chi ha paura dei “maranza”? Cresciuti in periferia, figli della società multiculturale italiana, sono i protagonisti e i capri espiatori di un discorso pubblico sempre più securitario. Questi giovani rappresentano una sintesi ambivalente di disagio, alterità e rottura con un’idea di italianità che non regge più l’urto del presente. La periferia vi guarda con odio mostra come l’etichetta del “maranza” sia stata usata per proiettare paure e contraddizioni di una società in decadenza demografica e culturale. Sullo sfondo prende forma l’ascesa di una nuova leva di rapper provenienti da comunità razzializzate, simboli sonori e visivi di un cambiamento che parte dai quartieri e irrompe nelle classifiche, ridefinendo linguaggio, estetica e immaginario collettivo.
Cronaca e storia, analisi sociologica e memoir: fra queste coordinate il rap diventa il prisma attraverso cui osservare un mondo in evoluzione. Non soltanto un genere musicale, ma uno strumento di espressione, conflitto, autoaffermazione e riscatto.
Pisciare sulla metropoli di Tommaso Sarti (DeriveApprodi)
Possono musica e religione diventare una via d’uscita «esistenziale» da una condizione di disagio che vivono le seconde generazioni in Italia? Attraverso un lavoro di ricerca etnografico realizzato con trapper, rapper, attiviste, educatori, «teppisti» e l’analisi dei testi di artisti come Baby Gang, il libro prende in esame come la musica (t)rap, al pari dell’Islam reinterpretato dai giovani, possa essere uno strumento che permette di costruire identità collettive e pratiche di resistenza in contrasto con le classiche rappresentazioni e i processi di criminalizzazione degli arabo- e afro-discendenti. Criticando il discorso che dipinge i «maranza» come i «nuovi diavoli» del nostro tempo, il saggio spiega come i giovani e le giovani rivendichino la propria visibilità nello spazio pubblico, il proprio diritto a «restare barbari».
Gabriel Seroussi, giornalista, si occupa di musica rap, sottoculture giovanili e comunità marginalizzate. Ha collaborato con «Rivista Studio», «Rolling Stone», «Outpump», «Lucy. Sulla Cultura» e altre testate. Dirige il magazine indipendente «oltreoceano», dedicato alla cultura della comunità afroamericana.
Tommaso Sarti è dottore di ricerca in Scienze Sociali presso il dipartimento FISPPA dell’Università di Padova con un progetto sull’autorappresentazione dei giovani musulmani in Italia e sulla loro relazione con la cultura di strada e la musica (t)rap. Ha scritto vari contributi per «MUN Magazine», «Studi sulla Questione Criminale», «Antigone» e «Machina»
Amir Issaa è un rapper, scrittore ed educatore hip hop, tra le voci più autorevoli del panorama italiano. Nato a Roma da padre egiziano e madre italiana, è cresciuto a Tor Pignattara e si avvicina alla cultura hip hop nei primi anni Novanta. Attraverso la sua musica e i suoi libri, si è affermato come uno dei principali rappresentanti degli italiani di seconda generazione, contribuendo ad aprire un dibattito pubblico sui temi dell’identità, dell’appartenenza e della cittadinanza.
Ore 20.30 Chiesa Santi Demetrio e Bonifacio
ROMPERE IL GIOCO
di Fabrizio Acanfora (effequ)
con l'autore e Carmine Ferrara
incontri
Qual è il ruolo della protesta e della resistenza in un mondo dominato da un sistema che sem-bra non lasciare alternativa alla sottomissione? Partendo dalla propria esperienza di attivista autistico, attraverso una riflessione sul senso stesso della disabilità e sull’impatto dell’attivismo nella storia dei diritti civili, Fabrizio Acanfora ci spinge con questo libro a riconsiderare le nostre scelte, le nostre voci e, soprattutto, il nostro potere di fare la differenza. In un momento in cui l’attivismo online, stigmatizzato da parte dell’opinione pubblica, rischia di cadere nel baratro del personal branding fine a sé stesso, questo libro rappresenta un invito all’azione. Dall’esame critico del capitalismo neoliberista all’importanza dell’interconnessione delle lotte per un futuro più giusto e libero dall’oppressione, questo libro vuole rappresentare una promessa di possibilità, un invito a riconsiderare l’attivismo come essenza della quotidianità, come resistenza e strumento per contrastare un nichilismo pervasivo, frutto del disincanto di troppe promesse non mantenute.
Fabrizio Acanfora è scrittore, attivista e musicista. È responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne di Specialisterne Italia, azienda dedicata all’inserimento lavorativo di persone autistiche. È docente presso il Master in Musicoterapia dell’Università di Barcellona e insegna al Master in Tutor Accademico Specializzato in Didattica Musicale inclusiva all’Università LUMSA di Roma. Vincitore con Eccentrico (2018) del Premio nazionale di divulgazione scientifica Giancarlo Dosi nel 2019, è tra le voci più ascoltate sui temi della diversità. È autore di Eccentrico (2018), In altre parole (2021), e della scatolina “Diverso”. Per Luiss University Press ha scritto Di pari passo (2022) e L’errore (2024). È coautore della grammatica scolastica La grammatica che serve (Feltrinelli Scuola, 2025).
Carmine Ferrara è sociologo queer e neurodivergente (autistico e ADHD), attivista per la giustizia sociale, cantautore e rapper.
ROMPERE IL GIOCO
di Fabrizio Acanfora (effequ)
con l'autore e Carmine Ferrara
incontri
Qual è il ruolo della protesta e della resistenza in un mondo dominato da un sistema che sem-bra non lasciare alternativa alla sottomissione? Partendo dalla propria esperienza di attivista autistico, attraverso una riflessione sul senso stesso della disabilità e sull’impatto dell’attivismo nella storia dei diritti civili, Fabrizio Acanfora ci spinge con questo libro a riconsiderare le nostre scelte, le nostre voci e, soprattutto, il nostro potere di fare la differenza. In un momento in cui l’attivismo online, stigmatizzato da parte dell’opinione pubblica, rischia di cadere nel baratro del personal branding fine a sé stesso, questo libro rappresenta un invito all’azione. Dall’esame critico del capitalismo neoliberista all’importanza dell’interconnessione delle lotte per un futuro più giusto e libero dall’oppressione, questo libro vuole rappresentare una promessa di possibilità, un invito a riconsiderare l’attivismo come essenza della quotidianità, come resistenza e strumento per contrastare un nichilismo pervasivo, frutto del disincanto di troppe promesse non mantenute.
Fabrizio Acanfora è scrittore, attivista e musicista. È responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne di Specialisterne Italia, azienda dedicata all’inserimento lavorativo di persone autistiche. È docente presso il Master in Musicoterapia dell’Università di Barcellona e insegna al Master in Tutor Accademico Specializzato in Didattica Musicale inclusiva all’Università LUMSA di Roma. Vincitore con Eccentrico (2018) del Premio nazionale di divulgazione scientifica Giancarlo Dosi nel 2019, è tra le voci più ascoltate sui temi della diversità. È autore di Eccentrico (2018), In altre parole (2021), e della scatolina “Diverso”. Per Luiss University Press ha scritto Di pari passo (2022) e L’errore (2024). È coautore della grammatica scolastica La grammatica che serve (Feltrinelli Scuola, 2025).
Carmine Ferrara è sociologo queer e neurodivergente (autistico e ADHD), attivista per la giustizia sociale, cantautore e rapper.
CENA a cura di Anema autoproduzioni (presso Chiesa Santi Demetrio e Bonifacio)