Librerie Indipendenti in Relazione | L.I.Re.
Libbra 2026 Libbra

Venerdì 8 maggio 2026

Ore 17 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
PRIGIONIERI PALESTINESI. NELL'INFERNO DELLE CARCERI ISRAELIANE
di Maria Rita Prette (Sensibili alle foglie)
con l'autrice e attivistx del Centro Culturale Handala Ali
incontri - Palestina

Il libro vuole portare l’attenzione sulle migliaia di uomini, donne e bambini prigionieri nell’inferno delle carceri israeliane. Non è soltanto un atto dovuto, un tributo minimo alla loro lotta per la sopravvivenza, minacciata dall’accelerazione della “soluzione finale” prevista per tutti i palestinesi. Vuole essere anche un invito a considerare che cosa rimane della nostra umanità – già pesantemente ferita dalla complicità dei Paesi in cui viviamo alle pratiche colonialiste in atto in Palestina – se arretriamo di fronte al terrore dissuasivo seminato dagli Stati.

Maria Rita Prette per Sensibili alle foglie è curatrice della collana Indicibili sociali e dei cinque volumi del Progetto memoria, e autrice di Bambini in Palestina (2004); 41 bis. Il carcere di cui non si parla (2012); con R. Curcio e N. Valentino, La socioanalisi narrativa (2012); Tortura, una pratica indicibile (2017); La guerra che fingiamo non ci sia (2018).

Ore 19 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
GUIDA PER MORIRE CON LE PIANTE MEDICINALI
di Atieh Attarzadeh (Polidoro)
con Giacomo Longhi e Debora D'Addetta
incontri - narrativa - Iran

Tehran. Una giovane donna vive chiusa in casa, senza alcun legame con gli altri esseri umani se non con la madre. Nel loro seminterrato, madre e figlia preparano, mescolano e confezionano erbe tradizionali iraniane, che poi vendono a Seyyed, un anziano erborista: l’unico visitatore che varchi la soglia di casa. La ragazza è cieca: ha perso la vista da tempo, in seguito a un evento misterioso che ha segnato anche la separazione dei suoi genitori. Da allora la sua vita si svolge affidandosi soltanto all’olfatto e al tatto: riconosce le piante, ne distingue i profumi e le consistenze, ne conosce le virtù curative, ma anche i poteri mortali. Nel suo mondo interiore vivono anche altre presenze: i grandi romanzi di tutti i tempi e Avicenna. Tutto sembra immobile, finché un giorno un evento inatteso costringe lei e la madre a uscire di casa. Là fuori la ragazza incontra un giovane uomo, e questo incontro diventa l’inizio di una tempesta destinata a sconvolgere ogni cosa.
Atieh Attarzadeh è nata nel 1984 a Teheran, ha studiato cinema, sceneggiatura e teatro all'Università di Teheran. Talentuosa sia nella pittura che nella letteratura, la sua prima raccolta di poesie ha vinto il prestigioso Premio Ahmad Shamlou nel 2016. Le sue poesie sono state recentemente pubblicate in Francia dalle Éditions Bruno Doucey con il titolo Je respire sous la pierre (2024). Guida per morire con le piante medicinali è stato pubblicato a Teheran nel 2017, ed è una delle opere di narrativa persiana più popolari e significative degli ultimi anni.

Giacomo Longhi è un traduttore, editor e studioso specializzato in letterature araba e persiana. Collabora con Polidoro Editore, per cui dirige la collana "Disorientanti", dedicata alla narrativa del Vicino Oriente.

Ore 19.30 Zero81
SGOMBERI, SFRATTI E RESISTENZE ABITATIVE. STORIE DISEGNATE DALLE CITTÀ DEL PROFITTO
a partire da Welcome home (Momo edizioni) di Clarrie e Blanche Pope e da Le avventure della città di Santa Chiara e dei suoi abitanti (Napoli Monitor) di Diego Miedo
con Clarrie Pope, Diego Miedo, attivistx dello Sportello Casa Napoli e Francesca Ferrara
modera Barbara Russo
incontri - fumetto - città
Un gruppo di amici occupa un appartamento popolare a Londra con le grandiose aspettative politiche (e anche esistenziali) che ne conseguono. Rain, la protagonista, divide il suo tempo tra l’appartamento occupato e il lavoro in una casa di riposo, dove ricostruisce il passato della comunità del quartiere attraverso i ricordi della sua ospite preferita, Doris. Gli amori, gli errori, le lotte di un soggetto sociale precario e marginale che scalpita per tornare protagonista della scena sociale e politica. Un fumetto radicale e divertente sulla miseria e la bellezza delle occupazioni abitative.

Le avventure della città di Santa Chiara e dei suoi abitanti, il libro a fumetti di Diego Miedo, è una storia distopica, “ma meno del nostro quotidiano, in cui sradicamento, espulsioni e sgomberi sono promossi dai governi di mezzo mondo, spesso con la forza”.

Le sorelle Blanche e Clarrie Pope hanno tratto ispirazione dalle loro esperienze di squatting a Londra e dal lavoro di Blanche nelle case di riposo. Oggi Blanche vive a Birmingham e Clarrie a Bologna.

Diego Miedo vive e lavora a Napoli. Fa parte della redazione di napolimonitor.it. Ha pubblicato disegni e fumetti su varie riviste. È autore dei libri: PALUDE. DAL PANTANO ALL'INDUSTRIA E RITORNO, RISALENDO LA CHINA. STORIE SUL FUMETTO A NAPOLI e BABY GANG (tutti pubblicati da MONITOR EDIZIONI).

Ore 21 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
SPINA
di Mario Spada
con l'autore e Patrizio Esposito
incontri- fotografia
Spina raccoglie vent’anni di lavoro: 82 fotografie realizzate a Napoli dal 1996 al 2016.
Il lavoro di selezione, di sequenza e disegno del libro è stato realizzato insieme a Patrizio Esposito: ha lo scopo di far inciampare quella “maledetta” fotogenia della città.
«Già nel 1996 sapevo che avrei realizzato un lavoro a lungo termine sulla città in cui vivo. Non sentivo il bisogno di andare altrove: c’era così tanto da scoprire proprio dove mi trovavo. Varcavo l’ignoto, in molte delle direzioni che prendevo. Per fotografare Napoli, dovevo dimenticarla.»
Napoli non compare nelle fotografie e neanche nel testo di Pierandrea Amato, c’è qualcosa che va aldilà della frontiera, della categoria. É un universo molto più ampio.
Queste fotografie, realizzate in tempi e contesti diversi, si uniscono ora in un’unica narrazione — una mappa nervosa di una città vissuta e osservata attraverso le sue fratture, tensioni e rivelazioni.
Più che un archivio documentaristico, Spina è la sedimentazione di un’esperienza visiva e umana che restituisce una densità carnale, nei suoi gesti quotidiani, nei suoi rituali sacri e profani. È una città non semplicemente osservata, ma incontrata — un monumento vivente con cui confrontarsi.
Il titolo Spina rimanda a una sensazione visiva perturbante — «una spina nell’occhio» — un’irritazione che impedisce uno sguardo passivo o consolatorio. Queste immagini non cercano complicità; interrogano, destabilizzano, possono persino costringere lo spettatore a distogliere lo sguardo, ma non permettono di essere dimenticate.

Mario Spada (Napoli, 1971) è un fotografo indipendente. Vive e lavora a Napoli, dove sviluppa una ricerca che attraversa fotografia documentaria, cinema e pratica autoriale. È tra i fondatori del Centro di Fotografia Indipendente, luogo di formazione e dimostrazione della fotografia. I suoi progetti fotografici sono stati pubblicati in magazine italiani e esteri. Il suo ultimo libro Spina, pubblicato nel 2025, autoprodotto, raccoglie 20 anni del suo lavoro dal 1996 al 2016.

Patrizio Esposito ha curato l'immagine per Teatri Uniti e per i festival del teatro di Santarcangelo e Volterra. Ha promosso l'apertura degli Annual courses of Digital Photography a Beirut e della Biblioteca della fotografia a Bagdad, partecipa alle attività del Collettivo informale Sahara Occidentale, è coordinatore editoriale de «l'Alfabeto urbano».



CENA a cura del ristorante Amir

Ore 22 Chiesa di Santi Demetrio e Bonifacio
live-set a cura di radio-lina

radio-lina è una web radio indipendente, in diretta ogni giovedì pomeriggio dal centro di Napoli.
Uno spazio piccolo ma aperto alla condivisione di suoni, rumori e voci in giro per la città e per il mondo.